TELEBENE

La Televisione spirituale

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Telebene

 Telebene è una televisione Spirituale. Anzi è la TELEVISIONE SPIRITUALE. 

     

  Telebene è una televisione web cristiana impegnata da trent'anni nell'evangelizzazione e nella divulgazione della Buona Novella annunciata da Gesù Cristo, Figlio di Dio.

  Telebene è una televisione non istituzionale, ma umile e profetica, semplice e fresca come acqua di sorgente, con una particolare predilezione per la spiritualità e la mistica cristiana.

   Una Televisione web  che vive ed opera senza alcun aiuto, ma orgogliosa dello spirito di gratuità che anima i suoi membri, tutti desiderosi di annunciare Gesù Cristo OGGI, con i mezzi di OGGI.

 

   Telebene  è L'unica Televisione  che opera senza fini di lucro, e senza alcun aiuto economico, ma solamente animata dallo spirito di servizio dei suoi collaboratori che gratuitamente hanno ricevuto e gratuitamente sono chiamati a dare. Questo è il vero, autentico, spirito che permea ogni anima che vive immersa nella dimensione mistica di un Dio che è amore, offre amore,  e richiede amore gratuito dalle  sue creature.


Vivere la Speranza


   Il nostro programma Vivere la Speranza è trasmesso anche QUI:


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Vivere la Speranza

 Vivere la Speranza è realizzato e prodotto da TELEBENE, la Televisione Spirituale, che opera con spirito di gratuità e senza fini di lucro, alla Scuola mirabile di Gesù, Via, Verità, e Vita, del Cuore Immacolato di Maria, e dei protettori: Padre Pio da Pietrelcina e don Giacomo Alberione.



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  Con el Vídeo llegado de la Tierra de Jesús, por el Christian Media Center de Jerusalén, Telebene, la Televisión espiritual cristianaa, abre una nueva frente de su empeño de evangelización, dirigiendo una particular atención a los telespectadores cristianos de lengua española. 




Vivere la speranza 12 aprile 2022. La Mistica della Croce o della Passione di Cristo: San Bonaventura da Bagnoregio


  Siamo giunti all’ultima puntata di questo ciclo di trasmissioni 2021-2022, ma VIVERE LA SPERANZA non si ferma, in quanto siamo sempre attenti a realizzare interviste e reportage ovunque, in Italia. Il nostro impegno continua, cercando di realizzare anche delle dirette, allo scopo di portare uno sprazzo di cielo, nelle vostre case e nei vostri cuori.

   Oggi il nostro percorso dedicato alla Mistica della Croce e della Passione del Signore, ci permette di convogliare la nostra e vostra attenzione su San Bonaventura da Bagnoregio. Ma, come vi abbiamo detto la scorsa settimana, con San Bonaventura non si chiudono le riflessioni sulla Mistica della Croce. Riprenderemo tale tema nel nuovo ciclo di trasmissioni che inizierà ai primi di settembre di quest’anno 2022. In tal modo ci proporremo di offrirvi altri approfondimenti sulla Mistica di Gesù, per cui dopo la mistica della croce, sarà la volta della mistica del Cuore di Gesù, della mistica sponsale, della mistica della povertà, di quella sacramentale, orientata all’Eucaristia, e la mistica del Cristo cosmico, molto cara a Teilhard de Chardin. Tutto questo speriamo di portarlo a termine il prossimo anno.

   Intanto, dopo la riflessione sulla mistica della croce, il programma di questa settimana proseguirà con il momento Biblico dell’Incontro con la Parola di Cristo, comprendente l’ascolto del Vangelo di Domenica 17 aprile 2022, Domenica di Pasqua, Risurrezione del Signore, e le relative riflessioni di approfondimento.

   Il programma terminerà, poi, con il Terra Santa News, il contenitore di video realizzati dal Christian Media Center di Gerusalemme. Racconta la Terra Santa attraverso la sua storia, la fede, cultura e attualità, permettendovi di conoscere e mirare la Terra del quinto Vangelo: quella percorsa da Gesù durante la sua Missione. Questa Settimana: l'invito del card. Sandri per la colletta Terra Santa; il viaggio apostolico di Papa Francesco a Malta; la quinta tappa delle peregrinazioni quaresimali alla cappella del Litostroto; la preghiera per la pace degli studenti di 14 scuole cristiane di Gerusalemme; il personaggio di Giuseppe d'Arimatea, colui che offrì la sua tomba ed ebbe cura del corpo di Gesù; l'intervista a padre Ramzi, Economo della Custodia di Terra Santa, sull'importanza della Colletta; l'appello per la colletta del Venerdì Santo.


PADRE PIO E GEMELLI: una storia già scritta


    Per cogliere appieno il contenuto di questo video, è essenziale fare alcune precisazioni partendo dal fatto che padre Gemelli non ha potuto vedere, né esaminare, le stigmate di Padre Pio. Ci sono delle testimonianze autorevoli e sicure a tal proposito, sulla scorta delle quali è assolutamente certo che il Gemelli non ha potuto osservare in alcun modo, neppure da lontano, le stigmate di Padre Pio. Questo video presenta tali testimonianze una per una. Ma è opportuno sapere tutto ciò che è successo, per cogliere l’autenticità di tali testimonianze. 

    L’articolo pubblicato, a firma di Flavio Peloso, sul quotidiano Avvenire intende riaprire di nuovo la questione, affermando che «Padre Gemelli non fu un “bugiardo”: vide davvero le stimmate di padre Pio». Quindi, l’autore dell’articolo annuncia una «novità ora emersa», consistente in «una dettagliata relazione al Sant’Uffizio, datata 6 aprile 1926», da cui – sempre secondo l’autore – «risulta» che «padre Agostino Gemelli visitò due volte San Giovanni Rotondo e padre Pio. “La prima volta fu «Nel 1919, essendo di passaggio, per ragioni di servizio militare, a Foggia». «Mi recai a S. Giovanni Rotondo – scrive il francescano – accompagnato dal segretario dell’allora Vescovo di Foggia. Questi mi espresse il desiderio che io esaminassi il P. Pio e poscia gli riferissi il risultato delle mie osservazioni. Il mio viaggio poteva essere utile. Ritenni mio dovere di accettare e mi recai e mi trattenni due giorni a S. Giovanni Rotondo, ospite del Convento dei Cappuccini. Ebbi modo di vedere più volte il P. Pio e di conversare assai a lungo con lui. Esaminai anche le piaghe del P. Pio». Si presentò come medico e così «io continuai sino in fondo la commedia del medico convinto e convertito per avere agio di osservare, vedere, constatare. Di tutto questo riferii a Mgr. Vescovo di Foggia»”. 

    Una storia che non si regge in piedi. Innanzitutto, perché sembra strano che il vescovo di Foggia chieda al Gemelli di visitare Padre Pio, quando lo stesso appartiene a un’altra Diocesi, quella di Manfredonia. Sarebbe una grave mancanza di rispetto, da parte del vescovo di Foggia verso quello di Manfredonia. Tanto più grave perché allora entrambe le Diocesi appartenevano alla Regione metropolitana di Benevento, retta dall’arcivescovo di Benevento. 

   Della sosta di due giorni di Gemelli, presso il convento, non ci sono tracce. Anzi, come riporta la nota PER AMORE DI VERITA', CONSIDERAZIONI SU PADRE GEMELLI, pubblicata da Tele Radio Padre Pio, ci si chiede: “Se Gemelli è stato per due giorni nel convento di San Giovanni Rotondo nel 1919, arrivando con il segretario del Vescovo di Foggia, come mai di questa presenza non c’è traccia nella Cronistoria del Convento? E come mai da tale visita non è scaturita alcuna relazione?”. 

   Altro aspetto poco edificante del francescano, del sacerdote, e del medico Gemelli, sarebbe, se fosse vero quanto ha dichiarato, il fatto che “Si presentò come medico e così «io continuai sino in fondo la commedia del medico convinto e convertito per avere agio di osservare, vedere, constatare»”. 

   Gemelli avrebbe fatto ricorso a un artificio, a una finzione, mascherando la sua volontà di esaminare le stigmate di Padre Pio con il desiderio di vederle, e, quindi, ingannando il Frate di Pietrelcina. Mi domando: se fosse vero, dove sarebbe andata a finire la deontologia professionale del medico, la coscienza del sacerdote, e l’umile e semplice comportamento del francescano? 

   A questo punto si riporta quanto scritto nella biografia ufficiale di Padre Pio, scritta da padre Fernando da Riese Pio X: “Documentato che a S. Giovanni Rotondo il Gemelli salì una sola volta e documentato il modo con cui si svolse l’incontro, non si riescono a capire tante sue affermazioni. 

   In un inedito, il dott. Giorgio Festa scrive che il Gemelli si sarebbe «avventurato ad esprimere un giudizio a priori, senza avere affatto una nozione della natura e delle condizioni anatomo-patologiche con le quali si presentavano… le piaghe del Padre Pio, e senza aver avuto agio di eseguire su di lui neppure le ricerche psicologiche più elementari» ”. Il Gemelli – ribadisce il Festa - «ha invece giudicato del padre Pio non secondo scienza, ma solo secondo la propria immaginazione; senza aver affatto esaminato le sue piaghe, e senza neppure aver avuto con lui quella conversazione iniziale che è elemento indispensabile a raccogliere dati positivi per un qualsiasi giudizio psicologico»”. 

    Il Video PADRE PIO E GEMELLI: una storia già scritta, integra e completa molto bene quanto detto e precisato nel presente preambolo. L’autore dei testi è Donato Calabrese, appassionato studioso di spiritualità cristiana e storico di Padre Pio da Pietrelcina. 


LE RAGIONI DELLA FEDE: L'EUCARISTIA nel Pensiero dei Padri della Chiesa dei primi secoli



     Con l’ultimo appuntamento del programma estivo LE RAGIONI DELLA FEDE, termina anche la serie di catechesi sull’Eucaristia, il Pane degli Angeli. L’ultima catechesi eucaristica è dedicata all’epoca d’oro dei Padri Apostolici e Padri della Chiesa. Dopo aver considerato, nelle scorse puntate, ciò che i Vangeli e San Paolo ci dicono dell’Eucaristia, oggi esaminiamo a grandi linee il pensiero di alcuni Padri Apostolici e Padri della Chiesa in riguardo all’Eucaristia, il Pane dal Cielo, come Segno della Sua perenne Presenza nel nuovo Popolo di Dio: la Chiesa,.

    Dopo il video seguirà il Terra Santa News, la raccolta di video e reportage realizzati nella Terra di Gesù ed inviati a noi dal Christian Media Center di Gerusalemme. Racconta la Terra Santa attraverso la sua storia, la fede, cultura e attualità, permettendovi di conoscere e mirare la Terra del quinto Vangelo: quella percorsa da Gesù durante la sua ineguagliabile Missione.


LE RAGIONI DELLA FEDE: "Chi è Gesù". Telebene, la Televisione spirituale cristiana.


       Le Ragioni della Fede: “CHI È GESÙ?”. Considerando brevemente le fonti extrabibliche, rabbiniche, e neotestamentarie, il Biblista Padre Antonino Carillo o.f.m. conv., ci parla della storicità di Gesù di Nazareth. 


Il Chiostro di Santa Sofia a Benevento 4K Ultra HD 2020


    “Il Chiostro prefigura il paradiso”, diceva Onorio d’Autun. In tal senso si può parlare del chiostro come paradiso claustrale e, più precisamente, come paradiso intermedio, come luogo di passaggio dal paradiso perduto di Adamo, al paradiso ritrovato in Cristo.

    Il giardino del chiostro scandisce le tappe della spiritualità monastica attraverso quattro tempi: il giardino dell’Eden, il giardino del Cantico dei Cantici, il giardino degli Ulivi, il giardino di Pasqua.   

   L’attuale chiostro di Santa Sofia in Benevento, risale alla prima metà del XII secolo, ed è parte del monastero benedettino costruito tra il 1142 e il 1176 dall’abate Giovanni IV.

    Con questo video vi accompagnamo alla scoperta dell’incantevole Chiostro di Santa Sofia che insieme all’attigua chiesa di Santa Sofia è stato riconosciuto patrimonio universale dell’UNESCO.